Ho scoperto che la leadership in Italia si può capire dal gioco del pallone.

Ho scoperto che la leadership in Italia si può capire dal gioco del pallone. 1
Sabato scorso dopo aver pranzato, ho guardato Dribbling, lo storico programma di Rai 2 che anticipa i temi calcistici della domenica. Mi ha molto colpito, il primo servizio che anche tu puoi vedere, intitolato “Ciao Italia!”
Il servizio esprimeva con grave amarezza l’uscita dell’Italia del calcio dalle Coppe Europee, ma ancora più grave era  la preoccupazione di vedere, dopo gli ultimi fuoriclasse  Totti e del Piero, ormai vecchietti, nessun giovane nostrano promettente affacciarsi sulla scena: i trascinatori delle squadre del nostro campionato sono tutti stranieri, gli allenatori migliori sono  all’estero ed il povero Prandelli deve affidarsi agli oriundi (vedi Motta).

Il mio pensiero non ha potuto fare altro che acconsentire, ma improvvisamente  sono nate delle analogie verso settori della nazione molto più  importanti del calcio che comunque, anche se per alcuni tifosi può essere una questione di vita, rimane comunque  solo un sport:

  • le squadre italiane fuori dalle Coppe europee
    •  l’Italia fuori dai giochi politici/economici importanti
  • sono finiti i fuoriclasse (possiamo chiamarli i leader del calcio?)
    • l’Italia non ha più leader degni di tale nome
  • gli allenatori buoni vanno all’estero e sono apprezzati
    • le nostre menti buone vanno a lavorare all’estero
  • la magica Roma “caput mundi” comprata dagli americani (che fino agli anni ’80 conoscevano solo il calcio della tavola periodica degli elementi chimici)
    • le mitiche aziende italiane nate nel dopoguerra, non esistono più e i marchi ancora vivi  sono in mano agli stranieri
  • le squadre italiane sono composte solo da non italiani
    • anche l’esercito romano, negli anni che portarono a declino del più glorioso Impero della storia, era fatto da non romani e non italici

Da cosa può dipende tutto questo?

Personalmente penso che mancano i veri  leader, quelli che servono gli altri e non antepongono i loro personale interessi, che si mettono da parte quando il loro momento è finito e che fanno sacrifici prima di insegnarli a fare agli altri.

Purtroppo, se i modelli per i nostri giovani sono i “Tronisti”, “i finti fenomeni” che escono dal Grande Fratello d’Italia, i Pingo Pallini che vanno all’Isola degli Sconosciuti,  i politici più presenti in TV come i cabarettisti, ma soprattutto le persone  che si lamentano sempre, che però  vanno ad alimentare le casse personali di tali insignificanti partecipanti, guardando i loro programmi, allora il percorso per recuperare è veramente in salita, mentre l’Italia è in discesa.

Dopo gli sport più duri (ciclismo, boxe, atletica, tennis) dove i sacrifici sono  tanti, e nei quali si abitua un giovane veramente a farli,   sembrerebbe che anche il calcio, non sia più ambito.

La realtà non è questa: il  calcio può fare  guadagnare, ma fare il calciatore comporta comunque sacrificio e dedizione : non è detto che tutti i nostri giovani abbiano voglia di farlo. Non appena  spenti i primi ardori, legati ad una prospettiva di una fulgida  carriera,  spesso più presente nella testa dei loro genitori, capiti gli sforzi da fare per accedere ai massimi livelli, la maggior parte si perde per strada.

Anche il Tronista non è detto che acceda ai massimi livelli, ma in compenso fa meno sacrifici e poi, se cade dal trono, c’è sempre qualche Casa o Isola che lo riaccoglie.

Da oggi nei nuovi libri di Leadership, verrà inserita la prima mia grande intuizione: guarda il mondo del pallone e capisci che leader abbiamo di fronte.

La seconda intuizione e che i leader del futuro non dovranno più seguire le Università, MBA o porcherie simili, ma dovranno assicurarsi un posto al Grande Fratello, all’Isola o addestrati nell’arte del paparazzismo (che non è avere pregiudizi contro il Papa o i papà).

Già più di 500 anni fa, Erasmo da Rotterdam scriveva: “Le migliori speranze di una nazione riposano nell’educazione adeguata dei suoi giovani”.

Io aggiungo, non solo a scuola ma a tutti i livelli.

Meditate leader.

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