Onorevoli leader, oppure finti onorevoli e quaraquaquà?

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Onorevoli leader, oppure finti onorevoli e quaraquaquà? 1Venerdì 8 luglio sera è ripreso su Rai 3 un nuovo ciclo estivo della “Grande Storia”.

Sicuramente le sere d’estate è preferibile stare all’aria aperta, ma se c’è una puntata della “Grande Storia”, riesco a rinunciare all’uscita serale facilmente, per poter vedere il il programma sulla storia di cui sono appassionato.

Il titolo della puntata della sera 8 luglio era “Mussolini, soldi, segreti e sesso”.

 

Le prime parole della voce narrante erano queste:

per anni si è aggirato tra gli italiani un luogo comune: il Fascismo era, sì, una dittatura, che aveva strappato con violenza la libertà agli italiani, aveva eliminato ogni opposizione e dissenso, ogni libertà di stampa e partito politico, ma, almeno – è questo il luogo comune – i fascisti non rubavano, non erano corrotti, non corrompevano, non favorivano, non piegavano lo Stato ai propri interessi. Così non era

E poi ancora:

Il film-documento della Grande Storia, con l’aiuto di documenti rintracciati presso L’Archivio di Stato, racconta truffe e speculazioni, arricchimenti improvvisi e profitti illeciti, malversazioni, scandali, carriere strepitose e inspiegabili, insomma: i panni sporchi del Regime … non solo soldi, ma anche sesso come strumento di controllo e di potere …”

Sinceramente quello che si è visto nell’ultimo anno in Italia è un po’ la versione dal vivo e postdatata di quel documentario: avrò avuto anche la testa imbevuta di gioventù, ma la cosiddetta “Prima Repubblica” da me vissuta qualche decennio fa, mi sembrava molto meno da buttare via rispetto a questa “Seconda Repubblica”.

Ieri pomeriggio dal mio medico scovo, neanche a farlo apposta, un Corriere della Sera del sabato 9 luglio, forse lasciato da qualcuno.

Ho trovato interessante un articolo di Gian Antonio Stella dal titolo “La casta in Maserati e nelle suite di lusso e l’ Italia che fa sacrifici” di cui riporto qualche stralcio:

Il giorno stesso in cui lasciò la presidenza della Provincia di Bolzano, Silvius Magnago, a differenza di tanti consoli e proconsoli della nostra casta politica, restituì l’ autoblu e nonostante avesse 77 anni e una gamba sola si rimise al volante della sua macchina personale. Se fosse andato in tivù a spiegare ai concittadini che la situazione economica era drammatica e bisognava tirare la cinghia, quei suoi concittadini avrebbero detto: se lo dice lui, è così. Fine. Lo stesso sarebbe successo se un appello ai sacrifici fosse stato lanciato da Alcide De Gasperi, che per andare alla Casa Bianca si fece prestare un cappotto da Attilio Piccioni. O dal governatore della Banca d’ Italia Domenico Menichella, che dopo essersi dimezzato stipendio e liquidazione e ridotto la pensione, lasciò agli eredi un opuscolo: «Come è che non sono diventato ricco». La credibilità è tutto, in politica … C’ è un abisso, tra l’ Italia che è chiamata a fare sacrifici e quella che li chiede … Di qua le tavole sempre più povere di cibo denunciate dalla Confederazione italiana agricoltura, di là la Maserati quattro porte da 115 mila euro di Renato Brunetta e la sua lista nozze, che va da 54 «corpi illuminanti» ai tappeti «vintage» da 5.529 euro, dai «Phoenix canariensis» da 2000 euro ai tre ulivi da 4.500 l’ uno. Di qua l’ allarme dell’ Istat perché una famiglia su sei che vive in affitto non riesce più a pagare il canone, di là il mondo dorato delle «Olgettine», le amichette alloggiate dal premier in un residence di lusso …”

Che combinazione!

Mi sembra il documentario visto l’8 luglio: è passato quasi un secolo, ma nulla è cambiato.

Preso da angoscia, guardo sul dizionario il significato della parola Onorevole:

titolo assegnato ai membri del Parlamento italiano, in particolare della Camera dei Deputati in quanto in tempi passati i Deputati percepivano solo un “obolo” simbolico per il loro servizio , e per tale motivo erano considerati “degni d’onore “.

Mi chiedo, perché allora tutti si affannano a chiamare onorevoli i nostri parlamentari se il famoso obolo non lo percepiscono più, anzi percepiscono molto, ma molto di più?

Loro sicuramente non sono dei leader, ma purtroppo, noi tutti siamo diventati dei quaraquaquà.

Totò incontrando l’onorevole Trombetta nel treno gli disse: “Onorevole lei? Ma mi faccia il piacere!”

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  1. Fabio Libes

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