La leadership e le teorie influenzali – Parte 2

 Tutorial leadership 24

Nella parte 1 sulle teorie influenzali sulla leadership, hai scoperto che tali teorie intepretano la leadership come un processo di influenza su un gruppo di persone verso la realizzazione di obiettivi, cercando di rispondere alla domanda:“Quale è la sorgente di potere del leader?”

Una di queste teorie è la Teoria Transazionale, che vede la relazione come uno scambio, ipotizzando che la relazione tra il leader ed i seguaci/collaboratori si basi su una serie di transazioni reciproche.

Un’altro filone delle teorie influenzali, invece, si è  concentrato sul processo di trasformazione e cambiamento, che il leader riesce in un primo momento a ispirare negli altri e, conseguentemente, a farlo accadere attraverso il suo impegno e quello dei seguaci/collaboratori.

Scopriamo l’altro filone!

Teoria Trasformazionale (della trasformazione)

La Teoria Trasformazionale, come già detto, nasce dagli studi di J. Mc Gregor Burns, ma proprio lo stesso Bernard Bass in seguito per superare le mancanze della Teoria Transazionale, ha approfondito tale teoria diventandone il principale sostenitore.

La principale differenza tra Burns e Bass, come già detto, è che, il primo considera la teoria transazionale all’estremo opposto di quella transazionale, mentre il secondo considera la leadership come un continuo che va da situazione di non-leadership, passando da quella transazionale ed arrivando a quella trasformazionale.

In realtà queste concezioni ti portano sicuramente a ricordare la figura del manager-leader di cui ti ho parlato in precedenza, come la nuova figura necessaria oggi, che sappia muoversi tra le due funzioni, passando da un approccio transazionale a un approccio trasformazionale.

La teoria si basa sulle seguenti assunzioni:

  • le persone sono disposte a seguire una persona che li ispira;
  • un leader con una passione ed una visione può ottenere grandi risultati;
  • il modo per ottenere risultati è iniettare entusiasmo ed energia.

Il leader trasformazionale mette passione ed energia in tutto quello che fa (ispirazione), si prende cura degli altri (serve) e vuole che anche essi abbiano successo (trasformazione).

Ha alti standard morali ed etici (integrità) e fa sì che ogni individuo raggiunga il suo massimo potenziale (cambiamento).

Il leader trasformazionale lavora attraverso i seguenti passi:

  • sviluppa una visione, che genera potenziali seguaci;
  • vende costantemente la visione, creando fiducia con una personale integrità, poiché vendere la visione significa vendere sé stesso;
  • trova la direzione in anticipo per realizzare visione;
  • si far carico delle responsabilità, stando davanti e mostrando l’attitudine e l’azione dove nessun altro è capace;
  • motiva e sostiene i seguaci nei momenti di debolezza;
  • trasforma l’organizzazione e le persone;
  • sviluppa la leadership dei futuri successori.

La leadership trasformazionale tiene conto molto dei fattori emozionali degli individui e non solo di quelli razionali.

Il leader trasformazionale durante la sua leadership può però inciampare in molte trappole:

  • la passione e la fiducia in sé stesso possono essere scambiate per la verità e la realtà,

per cui molti leader spesso passano la misura e si spingono oltre sino a cadere nel precipizio, nonostante abbiano raggiunto risultati eccellenti proprio attraverso la passione e la fiducia;

  • il leader trasformazionale ha tanta energia,

che, spesso, applicata in modo inesorabile, può portare i collaboratori/seguaci a stancarsi;

  • il leader trasformazionale tende a vedere il quadro globale,

ma spesso non i dettagli, dove spesso si incontrano i problemi, per cui se non ha persone capaci che si prendono cura di dei dettagli, prima o poi è destinato al fallimento.

  • il leader trasformazionale cerca di trasformare,

ma quando l’organizzazione non ha bisogno di trasformazione e/o le persone stanno bene così, allora potrebbe essere un leader frustato.

Il leader trasformazionale, però, in tempo di cambiamento, data la situazione in cui si trova a proprio agio, può spesso essere capace e responsabile per salvare o rimettere in sesto l’intera organizzazione.

La teoria trasformazionale ha dato seguito ad alcuni/stili modelli molto interessanti, che vedono il leader quasi come “La Grande Persona”, ma differentemente dalla relativa teoria, stimolano chiunque a sviluppare la propria leadership con dei suggerimenti che si possono mettere in pratica.

Ti parlerò in seguito di questo modelli, ma mi piace sottolineare che questa teoria, poggiando i suoi fondamenti sugli aspetti etici e morali del leader, è molto attuale e necessaria ai nostri giorni.

L’unica precisazione da fare è che la Teoria Trasformazionale, estremizzata, può condurre al porre un’eccessiva attenzione al leader e ad una sua forte idealizzazione, facendo venire a mancare ai collaboratori/seguaci un pensiero critico e ispirato, capace di dare il necessario contributo che deve dare una “followership cosciente”.

Ma di questo “lato oscuro della leadership” ne discuteremo in un prossimo tutorial.

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