Le teorie situazionali sulla leadership: i 3 principali approcci

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teorie situazionali

Nel passato un leader era un capo. I leader di oggi devono essere compagni con le loro persone … essi non possono guidare a lungo basandosi solo sul potere della loro posizione.

Kenneth Blanchard

Le teorie situazionali sulla leadership, rispetto alle teorie caratteriali e alle teorie comportamentali sulla leadership, spostano il punto di vista della ricerca sulla leadership cercando di rispondere alla domanda

Come la situazione influenza la leadership?

In precedenza, esaminando le cinque dimensioni della le cinque dimensioni della leadership d’oggi ho affermato che il leader gestisce un processo di relazioni tra sé stesso, gli obiettivi da raggiungere, gli altri individui con cui egli si relaziona e il contesto in cui opera.

Le teorie basate sull’ approccio comportamentale e approccio caratteriale, pongono molta enfasi sull’elemento “sé stesso” di questo processo di relazioni, trascurando l’interazione del leader con le persone e con l’ambiente circostante.

Le teorie situazionali, invece, pongono molta attenzione al contesto in cui il leader si muove, basandosi sul presupposto che non c’è nessun stile di leadership che si adatta a tutte le situazioni.

La leadership efficace, quindi, richiede l’abilità fondamentale di adattare il proprio stile alle situazioni, alla maturità del team, all’organizzazione e agli obiettivi fissati.

Approfondiamo ora le 3 maggiori teorie situazionali.

Lo sviluppo delle teorie situazionali sulla leadership

Il punto fondamentale delle teorie situazionali è che esse hanno stabilito che il leader efficace deve avere un approccio alla dinamico alla leadership.

Egli deve adattare  alle circostanze il modo con cui esprime sé stesso e si relaziona agli altri (lo stile di leadership).

Scopriamo tali teorie.

Teoria della Situazione

La Teoria della Situazione parte dal presupposto che non c’è un singolo miglior modo per essere leader, ma lo stile del leader deve essere selezionato in accordo alla situazione.

La leadership situazionale si basa sulla seguente assunzione:

  • la migliore decisione del leader dipende da una gamma di situazioni.

Tale teoria, basata principalmente sugli studi di Paul Hersey e Kenneth Blanchard (1970), l’autore del famoso libro “The One Minute Manager, ha come base il fatto che non esiste lunico “migliorestile di leadership.

Una leadership efficace è funzione dell’obiettivo da raggiungere (gli obiettivi) e il leader di maggior successo è quello che adatta il suo stile di leadership (sé stesso) alla maturità del singolo, del gruppo (gli altri), dell’organizzazione e dell’ambiente (il contesto), che sta cercando di influenzare e di guidare.

I fattori principali su cui hanno lavorato i due studiosi sono:

Maturità dei collaboratori, intesa come:

  • capacità di fissare degli obiettivi alti ma raggiungibili;
  • volontà e capacità di assumere la responsabilità del compito
  • esperienza del singolo o del gruppo per eseguire il compito;

Stile di leadership, inteso come bilanciamento tra due comportamenti:

  • un comportamento orientato al compito
  • un comportamento orientato alla relazione.

Utilizzando la teoria della leadership situazionale e basandosi suidue comportamenti con orientamento al compito e/o orientamento alla relazione del leader, Hersey e Blanchard hanno generato la griglia della leadership situazionale che puoi approfondire nel tutorial

>>> La leadership situazionale: la flessibilita porta al successo

Teoria della Contingenza

La Teoria della Contingenza è molto vicina alle teorie comportamentali, ed asserisce che non c’è un solo modo di guidare e lo stile di leadership che risulta efficace in alcune circostanze non lo è in altre.

I sostenitori di questa teoria ritengono che è difficile prevedere il successo di un leader, essendoci molti fattori che lo lo determinano

Con questo in mente, il leader deve essere adattabile a massimizzare il potenziale di successo, se le strategie iniziali non funzionano.

In realtà capita molto spesso che un leader, che è veramente efficace in un posto, non riesce ad avere successo quando si trova ad affrontare una diversa circostanza o quando i fattori intorno a lui cambiano.

La Teoria della Contingenza si basa sulla seguente assunzione:

  • la capacità del leader di guidare dipende dalle varie circostanze interne ed esterne all’organizzazione.

Questa teoria spiega perfettamente perché alcuni leader di successo, che per un periodo sembrano avere le mani del Re Mida (che trasformava tutto in oro), improvvisamente perdono di interesse e prendono decisioni sbagliate.

La Teoria della Contingenza è simile alla Teoria Situazione.

La maggiore differenza è che la Teoria della Situazione si focalizza più sui comportamenti che i leader dovrebbero adottare in funzione di alcune situazioni, mentre la Teoria della Contingenza ampia lo sguardo, includendo anche le circostanze che possono influire sulla capacità del leader di guidare.

La Teoria della Contingenza ha generato molte teorie parallele, ognuna della quali ha considerato circostanze diverse influenti sulla capacità del leader di fare bene il proprio lavoro, ma non ha generato dei veri e propri modelli/stili da mettere in pratica.

I maggiori contributi sono stati dati da Fred Edward Fielder, che può essere considerato il padre di tutto l’approccio situazionale, il quale asserisce che la performance del gruppo dipende da quattro contingenze principali:

  • l’orientamento psicologico del leader (lo stile),
  • la relazione tra il leader ed i membri (il clima affettivo);
  • il grado di precisione e chiarezza con cui è definito il compito (la strutturazione);
  • il potere accordato al leader dall’organizzazione (lautorità).

Il modello di leadership contingente di Fiedler ha generato la scala LPC (Least Preferred Co-Worker) che riesce a determinare se il primo fattore contingente, l’orientamento psicologico del leader, è orientato al compito da svolgere o alla relazione verso le persone,

Combinando la scala LPC con gli altri tre fattori ne scaturisce una griglia di 8 situazioni principali a cui il leader dovrebbe adattare il suo stile di guida.

Una derivazione della Teoria della Contingenza è la Teoria Funzionale di John Adair , la quale afferma che il compito principale di un leader è di prendersi cura delle necessità del gruppo.

Attraverso tale ipotesi si può dire che il leader fa bene il proprio lavoro (cioè è funzionale) se contribuisce all’efficacia e alla coesione del gruppo.

Con questa teoria John Adair, ha sviluppato il “modello dei 3 cerchi” che pone al centro della leadership i bisogni di tre aree:

  • individuo
  • compito
  • gruppo

Il “modello dei tre cerchi” è stato usato con successo nell’ambiente militare inglese, proprio da dove è partita la sperimentazione di J. Adair, anche se viene criticato da molti per la sua troppa semplificazione.

In realtà le cose semplificate, anche se non esaustive, sono le uniche che possono essere modellate e messe in pratica, per cui nel seguito tale modello verrà approfondito, ritenendolo personalmente molto semplice da mettere in pratica.

Dopo aver esaminato le teorie situazionali, nel prossimo tutorial scoprirai le teorie influenzali.

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